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STORIA DELLA SICILIA

Pochi paesi al mondo possono vantare di essere state al centro di tanti avvenimenti storici e culturali, come la Sicilia. Ne abbiamo riscontri sin dalla preistoria, di cui troviamo testimonianza nei vari musei Siciliani, con reperti di armi e suppellettili, e nelle Cave di Pantalica, nella valle dell' Anapo e di Ispica. I primi insediamenti di popoli organizzati furono quelli dei Sicani, che dovettero prima lasciare spazio nella zona ad oriente di Enna ed Agrigento ai Siculi ed in seguito combattere con gli Elimi, che provenivano da Troia ed avevano come capisaldi Erice e Segesta.
Nel VIII secolo A.C. i fenici organizzarono delle colonie stabili, delle quali la principale fu Mozia, mentre ad oriente i greci , dal VII secolo A.C., fondarono, Siracusa, Naxos, Catania, Selinunte, Zancle, Gela, Agrigento, dando vita ad una splendida civiltà, che partecipà attivamente alla crescita del mondo greco, fondando le basi dell'attuale civiltà occidentale, sia con proprie scuole, sia dando i natali a grandi uomini, tra cui possiamo annoverare Teocrito ed Archimede.
Le città furono costruite con impianti tipici della razionalità dell' urbanistica greca, cioà spazi urbani al centro per la vita sociale e religiosa, e strade ortogonali per dividere i vari isolati. Gli esempi che possiamo trovare in Sicilia sono senz' altro pià importanti di quelli della stessa Grecia. Notevole fu l' importanza di Siracusa, la città più potente della Sicilia Greca, che difese l' ellenismo in Sicilia e quindi in Italia, quando ancora Roma era un piccolo centro agro-pastorale, dalla espansione di Cartagine nella battaglia di Hymera nel 480 A.C.; nello stesso anno in cui l' impero Persiano fu sconfitto dai greci nella battaglia di Salamina; due vittorie che salvarono lo sviluppo della civiltà occidentale e dei suoi valori.
Con l' entrata di Marcello a Siracusa nel 212 A.C. , la Sicilia divenne una delle province dell' Impero Romano, il rapporto tra i due paesi diede origine a varie vicissitudini, positive e negative; tra le prime possiamo annoverare la costruzione di strade di collegamento e di nuovi acquedotti, tra le seconde la spoliazione della popolazione e la distruzione dei vasti boschi ad opera di governatori senza scrupoli, come Verre. Nel periodo Imperiale la Sicilia divenne sempre pià importante per la capacità di contribuire a soddisfare il crescente fabbisogno di grano e di cereali della popolazione romana e per questa ragione il granaio di Roma venne diviso in latifondi, che segnarono per parecchi secoli la realtà economica dell' isola.
Un esempio di tali insediamenti à la Villa Del Casale di Piazza Armerina. Nel 535 d.C., alla caduta dell' impero Romano, la Sicilia subisce l' invasione dei Vandali e degli Ostrogoti. Viene successivamente conquistata dal grande generale bizantino Belisario, cadendo cosà nelle mani di famelici governatori mandati da Costantinopoli. Quello che maggiormente interessava ai Bizantini era creare in Sicilia una base di riconquista dell' impero occidentale, piuttosto che lo sviluppo della Sicilia in sà stessa.
In questo periodo furono importanti , specialmente nella zona della Sicilia nord-orientale, gli insediamenti del clero ortodosso, che edificà chiese e monasteri con cui diffondere il rito greco.
Con l' invasione araba, verso il IX sec., la Sicilia ebbe un netto risveglio, gli arabi divisero i latifondi e li assegnarono ai contadini; realizzarono una serie di bacini e canalizzazioni che favorirono grandemente il progresso nelle campagne; ricostruirono le strade ed i ponti, favorendo cosà il commercio. Le città furono riprogettate, secondo la cultura araba, a trama irregolare e si abbellirono di moschee e palazzi, di cui non rimangono ormai tracce. Tra esse brillava Palermo, che poteva essere considerata una delle pià belle città del mondo. Con i Normanni la Sicilia venne riconquistata mondo occidentale. La corte normanna, una delle pià illuminate del tempo, fece del Regno di Sicilia uno stato potente e bene organizzato, creando una struttura statale che fà una delle pià grandi potenze economiche, politiche e militari dell'epoca. La Sicilia fra il XI ed il XII secolo visse probabilmente il suo periodo pià luminoso al quale ogni siciliano che abbia cognizione della storia del suo paese guarda con infinita nostalgia. In quest'epoca vennero costruiti palazzi ed edifici religiosi, che utilizzando maestranze di scuola araba, abbinarono in edifici tipici latini l'eleganza degli ornamenti di questa cultura, come possiamo vedere nel duomo di Monreale e nella Cappella Palatina.
Importante fu la rete di castelli difensivi costruiti per il controllo del territorio.
Dopo il periodo Svevo succeduto alla caduta della dinastia normanna degli Altavilla, la Sicilia cade nelle mani dell'inetto governo Angioino al quale i siciliani si ribellano con una insurrezione popolare culminata nei Vespri Siciliani. Dal 1400 la Sicilia fece parte dell' impero Spagnolo, con cui si ebbe un lento decadimento ed una accentuata ristrutturazione delle campagne con accorpamento dei terreni per favorire le colture estensive.
Tale crisi ebbe il culmine alla fine del Seicento, quando, dopo spaventose carestie e pestilenze la popolazione si sollevà ripetutamente.
Dal 1735 la Sicilia fece parte del Regno Borbonico, con esso il tenore di vita ricominciò a migliorare e in questo periodo, principalmente, si ebbe il fervore della ricostruzione barocca, dopo il terremoto del 1693. Nel 1860 con l'annessione all'Italia inizia per la Sicilia un periodo di duro sfruttamento delle risorse umane e materiali, connotato dal malgoverno peggiore della sua storia millenaria, che fu causa di una decadenza economica di cui l'isola, tutt'oggi, paga le conseguenze.

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